LA COPPA DEL RE AGUA BRAVA 1997

OTTIMO NONO POSTO DI MASSIMO MEZZAROMA CON TNT TRACO IN CLASSE REGATA

di Barbara Gianni

Mentre nella più umida Inghilterra era in corso di svolgimento l'Admiral's Cup, più a sud, alla più assolata `corte del re' di Spagna il 2 agosto veniva sparato il colpo di cannone che sanciva l'inizio della 16a edizione di uno degli eventi velici internazionali più attesi della stagione: la Copa del Rey Agua Brava.

Per circa una settimana, dal 2 al 10 agosto, la baia di Palma di Mallorca con le sue acque blu intenso e l'embat, il tipico vento da sud (che quest'anno, però si è fatto attendere più del solito), hanno costituito lo scenario naturale per 114 imbarcazioni, provenienti da una quindicina di paesi del mondo. Un cocktail di agonismo e mondanità, di sport e divertimento, di tradizione e novità, condito da una massiccia presenza di sponsor (come raramente capita nel mondo della vela) e stampa (oltre 150 giornalisti accreditati). La Copa 1997 è stata senz'altro più spagnola, sia perché è stata letteralmente dominata dai fortissimi velisti della "invincibile armada", che si presentavano con una flotta rinnovata ed estremamente competitiva, sia perché molti dei loro avversari dell'anno passato (tra i quali i nostri più forti velisti azzurri) si trovavano impegnati in acque inglesi. Numerose le novità di quest'anno: prima fra tutte la presenza di maxi class con Sayonara, Falcon 2000, Boomerang, Sagamore, Alexia e Hispania, in procinto di partecipare al mondiale in Sardegna. E poi le nuove imbarcazioni spagnole realizzate sfruttando al massimo il regolamento Ims : il nuovo Bribon, Farr `49 di Josè Cusi Ferret, condotto come sempre da Sar Re Juan Carlos di Borbone che proprio quest'anno festeggia le nozze d'oro con il Bribon; il Breitling (Farr 40) che schierava alternativamente al timone niente meno che due campioni olimpici: Jordi Calafat e Fernando Leòn; il Codorniu, l'ex Pinta vittoriosa nella passata edizione, rinnovato nell'immagine e affidato alle mani esperte di Manuel Noluco Doreste; e poi Banco Atlantico (Farr 39) di Pietro Campos impegnatissimo nel promuovere la nuova sfida spagnola all'America's cup; il National Nederlande (Yv 45) di Luis Doreste e People Ballester. E come da tradizione le imbarcazione della famiglia reale spagnola: l'Azur de Puig (Farr 38) condotta dall'infanta Cristina con a bordo la cugina, la principessa Alessia di Grecia; l'Aifos dell'Armata spagnola con il principe Felipe di Borbone; e in classe crociera hispaniola, l'X-412 che schierava al timone l'infanta Elena. Tutti sotto gli occhi vigili della regina Sofia che non ha perso un solo istante della regata, seguito a bordo dello yacht reale "Fortuna", in compagnia del fratello re costantino di Grecia. Su tutte ha dominato il National Nederlande di Luis Doreste, vittorioso di ben tre delle sei prove disputate (la settima prova in programma l'ultimo giorno è stata annullata per mancanza di vento), che ha lasciato alle sue spalle l'agguerrito Banco atlantico. Solo quinto il Bribon, dato inizialmente come uno dei favoriti. Anche se ridotta come era da prevedersi, la compagine italiana era comunque ben rappresentata. In classe regata erano presenti l'Ilc 30 Tnt Traco di Massimo Mezzaroma, con Antonio Sodo Migliori al timone e Vasco Vascotto alla tattica: senz'altro ottima la loro prestazione, in considerazione anche del rating non proprio favorevole e della dimensione dell'imbarcazione che, come ha affermato Vascotto "Ci ha portati spesso a dover costruire la nostra tattica di regata non tanto sulla ricerca del bordo buono, dato che partendo insieme alle imbarcazioni più grandi venivamo da queste costantamente coperti, una tattica che sicuramente non porta alla vittoria della Coppa". Vittoria della classe 2 e un nono posto in overall, con un'affermazione sempre in overall nella quarta prova, la dicono comunque lunga sul talento di questo equipaggio. Nella stessa classe è anche da segnalare il terzo posto (16° in overall) di winthertur-Xplosion di Francesca Rava, affidato per l'occasione Roberto Spata. Quarto lo sfortunato Profilo con Mauro Uggè al timone e Giovanni Cassinari alla tattica. Secondo e terzo posto rispettivamente anche per le altre due imbarcazioni italiane il Flarr Platu 25 Fiamma di Stefano Marini e Gnana l'Este 24 modificato da Manuell Castello nella classe 3, che ha raggrupato, per la prima volta nella storia della Coppa del re, varie imbarcazioni della più piccola classe Ilc 25, dominata da Adeslas un Brenta 24 armato da ILC 25. In classe crociera (a dir la verità molte imbarcazioni presenti erano ben lungi da potersi considerare da crociera!), dominata da "Cutty Sark", il Sydney 46 di Pelayo de la Mata che ha bissato la vittoria della scorsa edizione, si registrava la presenza di Paul&shark il B1141 affidato a Beppe Zaoli che ha ben figurato nella sua classe (classe 1), giungendo al terzo posto e terminando 6° in overall. Nella stessa classe, al 9° posto l'X-412 Kempro di Stefano Sirolli; al decimo Snai Servizi condotto da un Paolo Cian in ottima forma, ma che avrebbe bisogno di una barca meno penalizzante per emergere; al dodicesimo J Bach di Marco Fantini e al diciottesimo Shaasa un Fenicia 355 di Francesco Giopato, vera e propria imbacazione da crociera, che ha fatto il massimo per difendersi dagli attacchi di imbarcazioni più "tirate". Buono anche il sesto posto di Giò -X l'X-382 di Ignazio Cusumano in classe 2 e la sesta posizione di Marechiaro di Cascinelli classe 3. Nella classe Mumm 30 la vittoria è andata ai brasiliani Eurocard-Mastercard con Nelson Ilha che hanno tenuto la testa della flotta degli otto contendenti. Ottima come sempre l'organizzazione anche se la folta presenza di imbarcazione 25, 30 piedi dovrebbe condurre il comitato organizzatore ad apportare alcune piccole modifiche, sopratutto negli orari di partenza, in modo da consentire a tutte le imbarcazioni di terminare la regata con le stesse condizioni di vento. Ma si sa, nel bene o nel male, Palma e la sua Coppa sanno sempre affascinare: gli spagnoli quale evento sportivo-mondano clou della stagione al quale, da protagonisti o solamente da spettatori non possono certo rinunciare; gli stranieri per il bagno nella "movida" e la curiosità di veder incarnata una delle poche fiabe sopravvissute, con tanto di re, regine, principi e principesse (e se velisti... tanto meglio).