EDITORIALE
di Dina Lauricella
E' il binomio sport-turismo il tema centrale del nuovo numero di Albaria Magazine. In una Regione che possiede il 30% dei beni culturali del Paese crediamo infatti possibile iniziare un cammino verso la rivalutazione della nostra Isola partendo proprio dalle nostre stesse risorse naturali, ambientali e culturali. Nell'ambito di una Sicilia, possibile Eden, arricchita sebbene martoriata dalle molteplici colonizzazioni riscopriamo il valore della nostra terra in due settori che adeguatamente organizzati, potrebbero stravolgere dati statistici, realtà concrete e luoghi comuni che penalizzano in primo luogo i siciliani. Nel precedente numero Pietro Busetta ha dato inizio ad un dibattito sulle "opportunità mancate" della Sicilia qui approfondite alla luce di due recenti avvenimenti turistico-sportivi: il Windsurf World Festival e l'Universiade. Ciclone passeggero, quest'ultimo, andato in pasto ai grandi quotidiani nazionali che si sono limitati ad evidenziarne i lati negativi senza entrare nel merito di quanto di positivo stava accadendo. Lente d'ingrandimento alla mano, i servizi approfonditi in questo numero ci danno un quadro completo su sport, ambiente e turismo trattando con chiarezza argomenti che, ad uno ad uno, portano alla conclusione armonica e significativa di un'immagine positiva dell'Isola. Positive thought dunque ma con dati concreti che dimostrano che alla base dei nostri insuccessi vi è essenzialmente la più totale mancanza di capacità professionale nei vari settori. Per capacità intendiamo conoscenza, competenza, fantasia e determinazione. Dal mare della Sicilia al Lago di Como, recentemente centro della vela olimpica italiana, è ancora lo sport a fare da trait d'union ad un'Italia piccola ma con distanze culturali enormi, unita ed indivisibile solo davanti ai nostri atleti azzurri. Albaria Magazine ritiene infatti essenziale offrire ai suoi lettori uno spaccato su parte della realtà velica italiana senza il quale sarebbe semplicistico interpretare e valutare quanto avviene nella realtà a noi più vicina. Dina Lauricella