27 febbraio

 

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è un servizio di Albaria nato nel 1998, per evidenziare alcuni avvenimenti che corredati da immagini fotografiche potranno essere in seguito pubblicati anche sulla rivista Albaria Magazine
 

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Olimpiadi Invernali - Torino 2006

GRAN FINALE PER LE OLIMPIADI DI TORINO CON L'ITALIA DALLE CENTO MEDAGLIE
Lo stile italiano anche questa volta ha colpito nel centro, impressionando addetti ai lavori e non e trasformando Torino ed il Piemonte in una splendida isola di serenità, entusiasmo e soprattutto grande sport.

di Kristian Guttadauro

Il successo della Svezia sulla Finlandia nella finale del torneo di hockey su ghiaccio ha chiuso oggi i XX Giochi Olimpici di Torino 2006. Un’edizione italiana della massima competizione mondiale delle discipline invernali tanto attesa in Italia ed in qualche modo anche temuta, visti i recenti sviluppi della situazione internazionale. Ma alla fine è andato tutto bene. Insomma, si potrebbe anche dire che questa Olimpiade made in Italy alla fine è stata un successo. Tante le preoccupazioni della vigilia, legate ai soliti problemi delle strutture, degli impianti da portare a termine, i finanziamenti. Tutte storie già viste e sentite, in particolar modo per quello che è successo ad Atene due anni fa. Alla fine tutto è stato consegnato in tempo se pur con qualche brivido, tanto che il CIO sta studiando nuovi sistemi per evitare questo panico generale ad ogni vigilia olimpica. L’importante è comunque che l’edizione numero 20 delle Olimpiadi Invernali si sia svolta in modo regolare e soprattutto efficiente e da questo punto di vista tanto di cappello agli organizzatori. Lo stile italiano anche questa volta ha colpito nel centro, impressionando addetti ai lavori e non e trasformando Torino ed il Piemonte in una splendida isola di serenità, entusiasmo e soprattutto grande sport. Il miniscandalo del doping che sembrava avere colpito la squadra austriaca di fondo è fortunatamente rientrato, evitando di macchiare in modo indelebile un’edizione dei Giochi che invece potrà essere ricordata innanzi tutto per la storica centesima medaglia conquistata dall’Italia. Il bottino conta alla fine ben undici medaglie, cinque ori e sei bronzi, e tra queste ultime solo apparentemente meno pregiate, quella conquistata dalla staffetta femminile nei 3000 dello short track è la centesima della storia azzurra sugli sci, sul bob, sullo slittino, sui pattini formato cinque cerchi.
Per l’Italia è stata l’Olimpiade del ghiaccio più che della neve. All’appuntamento con le medaglie sono mancati alcuni protagonisti annunciati come Giorgio Rocca nelle sci alpino, ma è stata la ribalta del pattinaggio velocità sull’ovale del Lingotto. Prima d’ora l’Italia non aveva mai scritto significanti pagine nella storia di questa disciplina, spesso territorio esclusivo di nazioni quali l’Olanda, la Norvegia, il Canada, la Germania. Mai prima di Torino 2006, ribalta eccezionale di Enrico Fabris, Ippolito Sanfratello e Matteo Anesi, vincitori di ben un oro ed un bronzo individuali ed un oro a squadra. Storie importanti come quelle che ci ha regalato il fondo con Pietro Piller Cotler, Di Centa e le due staffette maschile e femminile, ed ancora il budello di Cesana Pariol con l’oro di Armin Zoeggeler nello slittino individuale, il bronzo della coppia Plankensteiner ed Haselrieder nello slittino a due ed ancora quello conquistato da Gerda Weissensteiner e Jennifer Isacco nel bob a due femminile. Medaglie che valgono doppio vista l’assenza di impianti validi in Italia per questi sport e l’obbligo per i nostri atleti a doversi costantemente sacrificarsi gareggiando sempre oltreconfine. L’eredità di Torino 2006, oltre a queste importanti medaglie, è se non altro anche questo bel budello di Cesana che potrà dare tanto ai nostri azzurri ed a tutti coloro che vorranno avvicinarsi a questi sport. Non sono arrivate le medaglie annunciate ma tanti, tantissimi applausi al Palavela, teatro delle esibizioni di pattinaggio di figura. Resterà nei ricordi di ognuno di noi lo sguardo di ghiaccio scambiato tra Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio, coppia azzurra favorita per l’oro, appena qualche secondo dopo l’errore che nella seconda giornata di gare ha pregiudicato una medaglia davvero alla portata dopo due splendide esibizioni. Commovente però anche il tenero abbraccio tra i due, il giorno dopo, al termine della terza ed ultima prova, condotta fino alla fine in modo impeccabile e che ha sciolto la tensione e l’amarezza per un titolo olimpico sfumato malgrado la consapevolezza della propria superiorità. Anche queste sono le pagine di un Olimpiade che resteranno nella memoria. Così come quelle di due giovanissime, Carolina Kostner, portabandiera e futuro del pattinaggio individuale che per un piccolo errore al debutto manca il podio malgrado un proseguo eccelso, e quella di Arianna Fontana, componente della staffetta vincitrice del bronzo nello short track che a 15 anni 10 mesi e 8 giorni è la più giovane medagliata italiana ai Giochi Invernali. Fosse nata due mesi più tardi non avrebbe neanche potuto prendere parte a questa edizione! Le scene dei festeggiamenti e delle premiazioni in piazza Castello, ribattezzata Medals Place, il tripudio della gente, forse mai tanto vicina ai protagonisti di un’Olimpiade, un pubblico che ha riempito piste e palazzetti imparando a conoscere e a divertirsi anche con uno sport poco conosciuto ai più come il curling. Passione e calore italiani e bellezza di strutture, luoghi, arte, per creare un mix unico in questo Piemonte olimpico ingentilito dai colori delle camelie del Piemonte, il fiore per eccellenza di questa edizione dei Giochi, il simbolo di immortalità ma soprattutto della costanza nell’affrontare ogni sacrificio in nome dell’amore, della passione per lo sport che gli atleti avvicendatisi in queste due settimane hanno sempre messo davanti a tutto nel pieno rispetto di un evento come le Olimpiadi. Brava Torino. Ora la parola passa a Vancouver, tra quattro anni la prossima tappa del fuoco di Olimpia degli sport invernali.