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 20 novembre 2007


 

 

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Libri: Premio Mondello – Città di Palermo 2007
vince la pakistana Bapsi Sadhwa con "acqua" migliore opera straniera
 

Il prestigioso premio, giunto alla sua 33^ edizione, verrà consegnato alla celebre scrittrice, a Mondello, sabato 24 novembre alle ore 17:00 presso l’Hotel Mondello Palace. All’autrice pakistana il plauso della giuria nella categoria “migliore opera straniera”. Impegnata nella difesa dei diritti delle donne e dei bambini del Pakistan, paese ultimamente al centro di drammatiche vicende, Bapsi Sidhwa con il suo ultimo romanzo “Acqua”, ci offre uno spaccato della storia dell'India coloniale, vissuta all'interno di un gineceo dove non ci sono sari colorati, capelli lunghi, ornamenti, dolci e quant'altro, ma una realtà fatta di penitenza, il cui unico riscatto è affidato alla ricerca della verità.



Racconta l’Islam, il Pakistan, la cultura parsi, ma soprattutto i drammi e le ragioni delle donne pakistane, Bapsi Sidhwa, con l’ultimo suo romanzo, “Acqua” (Neri Pozza, pagg. 208).
A 69 anni, la celebre scrittrice, originaria dell’affollata città di Karachi, dopo tantissimi premi e riconoscimenti si è vista assegnare, nella categoria “migliore opera straniera”, anche il Premio Mondello – Città di Palermo, premio letterario internazionale che, giunto alla sua 33esima edizione, può vantarsi di essere uno tra i più antichi e prestigiosi del nostro Paese.
Nato dalla sceneggiatura scritta da Bapsi Sidhwa per l' omonimo film della regista indiana Deepa Mehta, "Acqua" prende il via nel 1936 dipingendo a tinte forti l’India coloniale degli ashram, comunità guidate da mistici nelle quali vengono relegate le vedove. Donne che, non più madri né mogli, private della loro identità sociale, sono ritenute sessualmente pericolose per la moralità della comunità e destinate a vivere per tutta la vita in una disumana condizione di penitenza.
Non è stata solo la bontà e la potenza dell’opera a meritarle il titolo: anche il suo grande impegno sociale è stato accolto con estrema gratitudine. La Sidhwa vanta collaborazioni al Movimento per la difesa delle donne asiatiche, ha rappresentato il suo Paese nell’Asian Woman’s Congress, è stata consigliera nella Commissione delle Donne e segretario volontario della Casa delle Donne e dei Bambini in Lahore. Ancora, in diverse università degli Stati Uniti – dove tutt’ora vive insieme al marito e tre figli – ha organizzato corsi di scrittura creativa ed esercitato critica letteraria.
La vittoria dell’artista pakistana giunge in un momento particolare della storia del secondo maggior stato musulmano nel mondo, nella speranza che sia monito per
la difesa dei diritti umani e la pace.



Pietro Calafiore
 

 

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