Antico Stabilimento di Mondello  

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IL
RESTAURO
SCIENTIFICO


UN
MONUMENTO
DA VIVERE
NON SOLO DA
OSSERVARE

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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IL RESTAURO

LA SUA STORIA

Lo Stabilimento, costruito nei primi del ‘900, era stato ideato per una Mondello decisamente diversa da oggi, ce la racconti.
Quando venne progettato e costruito lo Stabilimento, Mondello era stata risanata da poco. Come molti sapranno, originariamente questo paesino era una palude, abitata in tutto da 4000 persone, in maggioranza pescatori, quasi tutti malati di malaria.
Il risanamento idraulico di Mondello, avvenuto tra il 1890 e il 1900, fu opera della Real casa; la
Società belga "Les Tramways de Palerme",
solo in seguito ha avuto in concessione circa 280 ettari di terreno nella piana di Mondello ad esclusione del demanio marittimo (spiaggia per la quale ottenne dal Ministero della Marina Me4rcantile una separata concessione di novanta anni).(atto di vendita del 28 dicembre 1910 ).
Nel 1906 fu fatta una convenzione tra il Comune di Palermo e la società
Les Tramways de Palerme, che aveva lo scopo sia della costruzione di queste linee tranviarie che della valorizzazione della città di Mondello. Fu presentato un piano regolatore, che è sempre quello in vigore nelle linee fondamentali, che prevedeva di costruire una città dello svago, una località balneare sui modelli delle località balneari sorte in tutta Europa. Bisognava dunque costruire un hotel, uno stabilimento balneare, un kursaal, 300 villini, una chiesa, una piazza, le alberature, le fognature e tutti quelli che sono gli accessori di una vera e propria città. Lo Stabilimento è una delle tre opere più importanti ma il kursaal non fu mai realizzato, e l’hotel, che sarebbe il Palace, fu realizzato molto più tardi, nel dopoguerra intorno agli anni ‘50, con un disegno fatto dall’architetto Caracciolo.
Alla società
belga Les Tramways de Palerme fu anche concessa la vendita dei terreni ed addirittura dei villini costruiti dalla stessa società, le ville Liberty ancora esistenti, la cui progettazione fu affidata ad architetti siciliani come Salvatore Caronia Roberti e Mineo.
Lo Stabilimento nato su un progetto fatto dall’ingegnere Rodolfo Stualker fu realizzato in cemento armato, a differenza di quelli che venivano costruiti nelle altre città balneari europee fatti su palafitte in legno e che oggi ovviamente non esistono più.
Il cemento armato, sebbene fosse già in uso, era comunque una tecnica molto innovativa soprattutto per opere che stavano nell’acqua .
La società belga Les Tramways de Palerme che portò progresso alla città di Palermo fu acquisita nel 1924 dalla SGES (Società Generale Elettrica della Sicilia) e nel 1933 cambiò denominazione in "Mondello" Immobilière italo-belge sa.(società belga diversa da un'altra società siciliana a cui è stato dato il nome di Mondello immobiliare italo-belga s.a.).

La società "originarle" (quella belga "Mondello" Immobilière italo-belge sa.) oltre alle linee del tram costruì la prima centrale elettrica e Mondello fu una delle parti della città di Palermo ad avere per prima la luce. La centrale elettrica diede luogo alla formazione della SGES che provvide all’illuminazione di Palermo fino a che non fu costituita l’ENEL.
L’ingegnere Vincenzo Castellucci, direttore dei lavori del restauro, ha partecipato attivamente e con grande entusiasmo rendendo possibile le soluzioni progettuali individuate.
La vita dello Stabilimento ha subito incredibili variazioni nel corso degli anni.
Inizialmente ebbe una vita straordinaria, infatti non fu realizzato il kursaal, che sarebbe servito per le feste e per il gioco, perché feste e ricevimenti si tenevano allo Stabilimento che era un grande salotto mondano della società palermitana. A Mondello esistevano contemporaneamente una serie di attrezzature sportive di livello internazionale, c’era un campo di golf, si facevano le prime partite di quello che oggi chiamiamo pallanuoto ma che allora era il water polo, le gare motonautiche organizzate dai Florio, i campionati di tennis. Era un posto molto importante per quel che riguardava gli avvenimenti sportivi. Lo stabilimento di Mondello, prestigiosissimo, fu inserito nelle guide del Touring tra i centri italiani per lo svago più importanti, oltre a Viareggio, Venezia, Rimini, Riccione, Santa Margherita Ligure, Sorrento, Capri e Taormina.
Con il tempo effettivamente decadde moltissimo, perché a partire dagli anni ‘40 sino a tutto il periodo del dopoguerra subì una serie di trasformazioni che lo deturparono. Fu eliminato tutto l’apparato iconografico ed uniformato nei colori, furono aggiunte delle parti che gli fecero perdere il carattere formale che aveva prima ed anche l’arredamento interno venne cambiato. Inizialmente, quando venne inaugurato nell’agosto del 1912, l’arredamento era di mobili di Ducrot disegnati da Basile, di grande prestigio. Questi mobili sono stati ritrovati in un magazzino e si sta provvedendo al restauro al fine di poterli rimettere al loro posto. Tutto questo, con il cambiare della società, dei clienti e delle persone che lo frequentavano è decaduto, fino a ridursi ad una cosa di poco conto. Sono cambiate le classi sociali, è decaduto sia per il rapporto al tipo di cliente sia nella competizione con le stesse cabine in legno e si ridusse solo all’utilizzo del ristorante.
Dal progetto originario ad oggi quali sono stati i cambiamenti avvenuti?
Ci sono cartoline e fotografie che testimoniano che inizialmente la passerella centrale non c’era, due scale unite ai bracci laterali permettevano l’accesso allo Stabilimento.

 

IL RESTAURO SCIENTIFICO
"del tardo Liberty orientaleggiante"
Una nuova malta ha restituito le antiche forme all’Antico Stabilimento simbolo di Mondello, costruito in cemento armato ed inaugurato dalla Società Les Tramways de Palerme il 15 luglio del 1913.
Cambia volto l'antico Stabilimento di Mondello, o meglio, lo riacquista. Così i palermitani scopriranno che uno dei monumenti più noti della città, facente parte dell'immaginario collettivo, avrebbe dovuto avere, da sempre, un aspetto ben diverso da quello cui erano abituati. Non che le sue forme manchino, già di per sè, di originalità, perchè appartengono, come vedremo, ad uno stile piuttosto complesso, oltre che spettacolare, ma il colore originale non è quell'avorio sbiadito, che si vedeva da anni, ma un giallo oro molto solare, ravvivato da decori policromi.
Per qualcuno, l'impatto con questo nuovo aspetto, che, poi, è, in realtà, quello antico, potrà anche risultare traumatico, ma l'opera degli abili decoratori, incaricati di eseguire il lavoro, giunge, in ogni caso, al termine di una febbrile opera di restauro della malta esterna, che dura da un paio d'anni. L'intervento, ad opera della società concessionaria della spiaggia e dell'immobile, con il parere favorevole della Sovrintendenza ai monumenti, si è reso necessario perchè l'edificio non si perdesse sotto la corrosione dell'ambiente salino. La nuova malta, oltre ad avere un aspetto compatto e resistente, ha restituito forme e disegno agli antichi fregi, pinnacoli, cupolette ed acroteri di cui lo stabilimento è ricco.
Lo stile dell'edificio, come tiene a precisare l'ingegner Umberto Di Cristina, che ha affiancato l'ingegner Vicio Castellucci nel laborioso lavoro di restauro, merita qualche riflessione. Non è un semplice Liberty, come molti lo hanno definito superficialmente. Vi è chiara una serie di riferimenti orientaleggianti. Per questo, potremmo definirlo un "tardo Liberty orientaleggiante", ma più esattamente si rifà allo Jugend stile, che è la versione germanica del Liberty. Vi prevalgono, infatti, linee più rette rispetto allo stile che siamo abituati a vedere in Italia.
Attorno al 1913, anno di inaugurazione dello stabilimento, l'evoluzione dei tempi aveva portato ad una sorta di corsa o di moda verso il soggiorno balneare in tutta Europa. Iniziative similari, in uno stile che venne elaborato in modo parallelo, si moltiplicarono nelle più importanti città marinare. Così, si ebbero edifici simili a Deauville, Scheveninger, Brighton, Biarritz, San Sebastiano, Nizza e via dicendo. Lo stabilimento di Mondello è uno degli edifici sopravvissuti e, come tale, può essere considerato prezioso.
La progettazione venne affidata dalla Società Anonima
Les Tramways de Palerme all'architetto Rudolph Stualker, che era allora stabilmente alle sue dipendenze ed eseguì i disegni originali. La costruzione venne affidata, invece, all'impresa di Giovanni Rutelli, padre dello scultore Mario.
Lo stabilimento avrebbe dovuto far parte di una serie di opere, che comprendeva un kursal-casinò, un hotel ed una chiesa, oltre a circa trecento villini la cui realizzazione venne affidata ad alcuni giovani e validi architetti palermitani, fra cui Caronia Roberti, Nicolò Mineo ed Ernesto Basile. Non tutte le opere procedettero velocemente, anche perchè i villini si vendettero lentamente, in quanto Mondello era stata da poco bonificata dalla malaria, sia pure con pieno successo, dal Genio civile di Palermo. Così, lo stabilimento, grazie ai suoi grandi saloni, fece anche da kursal, cioè da locale adatto ad ospitare avvenimenti mondani, premiazioni, aperto alla noblesse palermitana ed agli ospiti internazionali. Ma la vocazione di queste costruzioni sul mare era, sin dall'inizio, decisamente sportiva con riferimento non solo alle attività marinare, ma anche a quelle dell'immediato entroterra, come l'equitazione, il golf e tutte le attività sportive che allora stavano per decollare. Occorre tener presente, comunque, che lo sport, allora, era riservato, più che altro, a chi poteva permetterselo. Quindi, non strideva con la mondanità.
Ed i colori? "Abbiamo fatto una ricerca documentata", affermano gli ingegneri Di Cristina e Castellucci,"per cui l'attuale restauro può essere definito un rifacimento scientifico. I colori usati sono quelli che abbiamo trovato scavando nei molti strati di intonaco, che si erano sovrapposti. C'è il blu oceano, che abbiamo rinvenuto ben conservato, ma si trovava già nelle mattonelle, che erano ancora visibili, ed il rosso ruggine. Questo è un colore tipico della Palermo anni 30, ottenuto da una terra naturale di Boccadifalco e chiamato rosso Zona, dal nome dell'ingegnere che più lo usò. Noi lo abbiamo riprodotto con colori sintetici a base di silicati, che contiamo di veder resistere adeguatamente al salino. Non può dirsi, infatti, che i colori originali, per quanto belli ed in stile, abbiano dato buona prova".
Al contrario, si può dire, invece, della struttura, che fu eseguita, all'avanguardia in Europa, in cemento armato e resiste in bellezza al tempo, concedendoci di poter fruire, come nuovo, di questo storico e spettacolare edificio sul mare.


 

212.gif (36019 byte)UN MONUMENTO DA VIVERE E NON SOLO DA OSSERVARE
Un'organizzazione perfettamente in linea con l'originaria vocazione sportiva dello storico Stabilimento fruisce, da un paio d'anni, di buona parte di questa grande struttura sul mare. Si chiama Mondello Euroyachting Club ed offre ai propri iscritti, oltre alla possibilità di soggiornare nelle amene e soleggiate terrazze, l'uso di un complesso di attrezzature sportive veramente notevole, in gran parte al servizio del mare, assistite da confortevoli spogliatoi, palestra, sauna e sala massaggi. Ma l'organizzazione dell'Euroyachting si apre, anche, verso l'esterno, soprattutto ai turisti di passaggio, che possono prenotare un'escursione lungo costa in gommone, una gita in barca a vela o semplicemente noleggiare una canoa.
La segreteria ha, inoltre, a disposizione un booking per coloro che vogliono conoscere l'interno della Sicilia, non esclusi i percorsi alternativi, da esplorare, magari, a cavallo.
Fra le attività sportive, che vengono praticate "in loco", si enumerano vela, windsurf, catamarano, canoa, nuoto, immersione subacquea, vela d'altura, beach volley, aerobica, tennis.
Il club, gestito direttamente dalla Immobiliare Italo Belga, secondo le regole dettate dalle principali federazioni sportive, è anche dotato di un centro radio, dedicato al diporto nautico e di una sala di pronto soccorso ben attrezzata.
Grazie a questo articolato impegno polifunzionale, la società concessionaria della spiaggia di Mondello la società siciliana "Mondello Immobiliere Italo Belga s.a."  è riuscita ad utilizzare la struttura per tutto l'anno, con i vantaggi derivanti da una ininterrotta manutenzione.
A progettare e dirigere le attività del nuovo centro balneare-turistico-sportivo sono stati chiamati due personaggi molto noti dello sport italiano: Vincenzo Baglione e Vincenzo Pottino, esperti di vela e windsurf ed abili organizzatori.
L'intera struttura dello stabilimento, inoltre, si è dimostrata particolarmente versatile nel trasformarsi in "quartier generale del Windsurfer World Festival, manifestazione che si svolge nel mare di Mondello, accompagnate da convegni, presentazioni ufficiali, feste di premiazione, vere e proprie soirèe. Ecco, così, che si perpetua l'antica vocazione del grande edificio, in tardo stile liberty orientaleggiante, a fare da Kursal, ospitando i momenti di gala dei maggiori eventi sportivi.